sabato 14 aprile 2007
MARADONA, UN UOMO DISTRUTTO
mercoledì 4 aprile 2007
TUTTI I PROBLEMI DEL MILAN
Basta guardare in faccia il Presidente per capire che aria tira in casa Milan, il volto cupo al termine della partita col Bayern Monaco lascia intendere tutto, senza fraintendimenti. Basta guardare la squadra da fuori per capire che sono molte le cose che non vanno, Berlusconi lo sa e non lo manda a dire per interposta persona: le molte occasioni da rete create fanno capolino coi troppi errori sotto porta, il parziale favorevole con la squadra in vantaggio per ben due volte si scontra con la realtà del 2-2 finale; il Presidente aveva chiesto di addormentare il gioco una volta avanti col risultato, cosa che non è mai accaduta. Colpa di Ancelotti? Forse, quanto meno in parte. A lui vengono imputati i cambi tardivi a partita in corso, la scelta di utilizzare un modulo forse troppo poco spregiudicato per una squadra che deve vincere imponendo il proprio gioco e divertendo i tifosi com’è nello stile berlusconiano. Ancelotti continua a volersi affidare a Clarence Seedorf anche quando l’olandese attraversa un periodo non al top della forma, lascia Inzaghi in panchina a oltranza anche quando bisogna premere sull’acceleratore. Spazio a Gourcuff dicevano in molti, ma anche il giovane francese non è riuscito a imporsi a dovere né nell’arco dell’intera stagione né tanto meno nel match di ieri. Il rientro di Nesta ha ridato un po’ di smalto alla difesa, ma una volta di più urge un riciclo di uomini. Come non bastasse, prima del ritorno di Monaco dove servirà la classica impresa, sabato arriva l’Empoli a San Siro; in queste condizioni psicofisiche, con la testa in Germania e i muscoli più appesantiti di quelli dei rivali, la truppa di Gigi Cagni sembra davvero una corazzata insormontabile. Il Milan non può fallire nessuna delle due gare, o si rischierebbe veramente di andare incontro ad uno psicodramma rossonero.
lunedì 26 marzo 2007
IL DECLINO DI ADRIANO
Fiorentina e Parma lo hanno forgiato, l’Inter lo avrebbe dovuto rendere grande, e invece… E invece Adriano è passato dall’essere imperatore del calcio italiano, e per un breve periodo anche mondiale, al primo estromesso in casa nerazzurra. Divide et impera, diceva qualche grande politico del passato, oggi Adriano divide e basta. Ha diviso i tifosi lasciando da una parte chi voleva fare cassa quando il suo cartellino era quello più costoso di tutti e dall’altra chi voleva puntare forte su quel ragazzo venuto dalle favelas che aveva la rabbia e la voglia di vincere di chi stava diventando grande e avrebbe potuto regnare sul calcio per lungo tempo. Già, il suo cartellino, nel Gennaio del 2004 valeva 43 milioni di euro, Adriano aveva 22 anni ed era reduce da un anno e mezzo a Parma semplicemente devastante; Moratti, una volta che l’aveva fatto rientrare alla base, coccolava il suo campione che lo ripagava a suon di reti. Tante, talmente tante da far slittare il suo cartellino fino alla cifra record di 100milioni di euro. Era un altro mercato, è vero, ma lui, che nel frattempo aveva vinto una Coppa America con la nazionale da capocannoniere con 7 reti e una Confederations Cup nella quale era stato eletto miglior giocatore, era il migliore al mondo, o meglio, quello che aveva ancora più margini di miglioramento. Lo voleva il Manchester United, il Real Madrid, tutte le migliori squadre d’Europa se lo contendevano e lui, contestato più per la sua vita privata che per la prestazioni in campo, entra in una fase di declino nel Dicembre 2005 quando, in una gara di campionato con l’Empoli, rimedia una botta alla testa che lo lascia a terra senza conoscenza per qualche secondo; la paura per qualcosa di grave passa subito, ma al rientro non è più lo stesso. Passano quasi 200 giorni senza reti, il valore del suo cartellino va in picchiata; quando si sblocca, con l’inizio di quest’anno, sembra essere tornato quello di prima: 4 gol in 5 partite, i problemi personali sono alle spalle, l’Imperatore è tornato. Un impero che dura poco però, acquistabile oggi per 6 milioni di euro.lunedì 19 marzo 2007
ADRIANO, RISSA ALL'HOLLYWOOD
Saranno stati i due assist di Ascoli a ridargli il sorriso, sarà stato il fatto che fino a ieri pomeriggio il suo momento era tutto meno che positivo, fatto sta che ieri sera ha voluto festeggiare l’inversione di rotta. Di ritorno dalla trasferta con la squadra ha preso come sempre un tavolo nel privè dell’Hollywood, gli amici di sempre, personaggi più o meno noti del mondo dello sport e dello spettacolo, e al centro lui: Adriano. Bisognava festeggiare il ritorno ad alti livelli, la riappacificazione con Mancini e con la squadra: champagne per tutti, il miglior champagne per tutti. 12 bottiglie di Crystal, a 500 euro l’una, per una festa lontana da occhi indiscreti. Il brasiliano beve, gli amici lo seguono a ruota e qualcuno alza un po’ troppo il gomito; ma è domenica sera, il prossimo turno di campionato è lontano, sono tutti amici, non si corre nessun rischio. All’interno del privè hollywoddiano ci sono anche alcuni giocatori di basket, tutti di colore, tutti conoscenti dell’attaccante nerazzurro; si uniscono anche loro alla festa senza essere invitati, qualcuno gioca nella squadra di Milano, qualcun altro in quella di Varese. Uno di questi continua a riempire il suo bicchiere con quello champagne che Adriano voleva offrire a sé stesso e agli amici più stretti, viene richiamato all’ordine. Sono proprio gli amici del brasiliano a risentirsi, a sottolineare il fatto che è meglio evitare di continuare a riempire quel bicchiere che non è suo; il cestista fa il risentito, insulta il nerazzurro colpevole di offrirgli troppo poco da bere e ne esce una colluttazione che coinvolge 20 persone oltre a tutta la security del locale. Sono quasi le 4 del mattino, volano calci, pugni, schiaffi e persino qualche sputo prima che i due gruppi vengano divisi: i giocatori di basket da una parte, Adri and friends dall’altra. E’ tardi, meglio andare a dormire, domani si gioca un’amichevole di beneficenza.venerdì 16 marzo 2007
CIAO NAZZA, MI MANCHERAI
"Naz c'è! Fammi chiamare dal Mister!"giovedì 15 marzo 2007
LA NUOVA JUVENTUS
105 milioni di ricapitalizzazione, 45 milioni di euro pronti per muoversi sul mercato estivo. Mossa dopo mossa ecco tutti i passi che la Vecchia Signora potrebbe fare per arrivare a mantenere le promesse espresse dalla proprietà nella giornata di ieri. Il nodo cruciale è Gigi Buffon, la sua cessione anziché venire utilizzata per fare ulteriore cassa, potrebbe passare da Milano e concludersi in un clamoroso scambio col Milan: Dida e Gilardino a Torino, Buffon in rossonero. Fantacalcio? Tutt’altro, le voci che danno Gilardino in bianconero nella prossima stagione si fanno sempre più insistenti col passare delle ore, se così dovesse essere il Milan avrebbe una sola richiesta da fare alla Juventus: il numero 1 della nazionale. Una cessione che verrebbe sicuramente mal digerita da gran parte della tifoseria, ma per far tornare il sorriso a tutti i supporter basterebbe fare il nome di Steven Gerrard, uno che darebbe quantità e qualità in mezzo al campo e che insieme a Gilberto Silva potrebbe completare il reparto mediano con le soluzioni fatte in casa di Marchionni e Nedved per agire sugli esterni. Davanti, dando per certo l’addio di Trezeguet, il reparto potrebbe venire completato da Miroslav Klose, uno che piace molto ad Alessio Secco. Per quanto riguarda la linea arretrata, visti gli inserimenti del duttile Grygera e di Salihamidzic, uno che potrebbe giocare anche a metà campo, mancherebbero solo due centrali di livello; ma se uno di questi, per quanto additato come traditore, si chiamasse Fabio Cannavaro allora tutto prenderebbe una piega diversa…martedì 27 febbraio 2007
LO STRANO CASO DEL DOTT. LAPO E DEL TRANS PATRIZIA
Ci ho lavorato tutto il giorno e continuerò a farlo fino a che non arriverò ad una conclusione. La domanda è: chi ha incastrato Lapo? Le sue recenti dichiarazioni al New York Post suonano strane: "Come si spiega che al mio arrivo all'ospedale c'era già un fotografo pronto ad aspettarmi?"; l'allusione che l'autore dell'intervista fa è diretta a Luciano Moggi, ma non viene riportato alcun virgolettato. Moggi voleva incastrare Lapo? Se sì perchè farlo in questo modo? Qualcosa non torna... Che fine hanno fatto le foto? Cerco Lapo attraverso il suo ufficio stampa, mi dicono che è disponibile per un'intervista ma è impegnato al Warner Center con Henry Kissinger, premio Nobel per la pace e storico segretario di stato americano sotto la presidenza Nixon; devo guardare altrove. Cerco il trans. Chiamo la redazione di Studio Aperto, non mi vogliono aiutare, il Corriere della Sera, stessa solfa, il settimanale "Chi", ma sono in chiusura di numero e non hanno tempo per me; non demordo comunque e trovo il contatto. Mi risponde con disponibilità, ma non può parlare in maniera ufficiale perchè ha l'esclusiva (retribuita) con un famoso settimanale che pubblicherà uno speciale nei prossimi giorni; "Lapo mi ha stancato" è tutto quel che gli cavo fuori. Resta da cercare il fotografo, ma nessuno sa chi sia nè che faccia abbia. E' Patrizia a darmi direttamente il numero, è lui a raccontarmi tutti i dettagli della vicenda: "Moggi non c'entra nulla, sapevo da mesi quel che faceva Lapo. Ho saputo prima io dell'ambulanza che era stato male". Che fine hanno fatto le foto? "Non posso rispondere, ma erano impubblicabili". Ora ho capito tutto, domani parlo con Lapo e chiudo il cerchio.